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Documento di Programma

l'Associazione
 


1.  PREMESSA
 
Acr nasce dall’iniziativa di alcune persone che nei tempi passati avevano già tentato la strada dell’associazione al fine di far valere i diritti di coloro che operano nel settore dei beni culturali, senza però, per vari motivi, riuscire a perseguire gli scopi sociali prefissati.
Oggi Acr, grazie all’esperienza del proprio gruppo fondatore, nonché delle singole professionalità del comitato direttivo e del comitato tecnico, è sicuramente una base forte e idonea per far si che le cose cambino in meglio, che i diritti vengano riconosciuti e rispettati.
Questo documento non tiene conto delle situazioni “emergenziali” che ci troveremo ad affrontare. Come per esempio il ricorso al bando funzionari restauratori, e/o la prossima uscita dell’elenco dei restauratori, è un programma più a largo spettro, senza tralasciare tutte quelle situazioni che si vengono a creare e che necessitano di un intervento immediato.
Questo documento di programma verrà costantemente aggiornato a seconda dei risultati ottenuti e dei nuovi impegni che si vorranno assumere in favore della collettività.

2. CRITICITA’

Le criticità sono numerose, e sono difficili da inserire in un elenco. In questo periodo sicuramente si possono individuare degli aspetti che necessitano un intervento più o meno urgente. Tra queste, in ordine non di importanza, Acr nel prossimo futuro si impegnerà affinché:
 
·      Sia data piena attuazione all’art. 182 del codice urbani
 o  Attivare gli esami per coloro che sono collaboratori restauratori
 o  Attivare gli esami per coloro che hanno un corso di studio 3+2 presso i propri istituti di formazione;
·      Venga fatta chiarezza sui concetti, gli aspetti e le mansioni delle nuove professionalità (collaboratore restauratore e restauratore);
·      Siano date regole certe per la formulazione delle gare di appalto ed assicurarsi che vengano predisposte garantendo professionalità, competenze e serietà;
·      Si assicuri che i corsi di studi che sono abilitati al rilascio degli attestati professionali di restauratori, siano svolti da docente competente e che siano svolti nel rispetto delle regole;
·      Venga fatta chiarezza sulle procedure per inoltrare le varie richieste di autorizzazione;
·      Tutta la normativa riguardante il settore venga armonizzata, semplificata e uniformata, senza che ci possano essere delle macroscopiche incongruenze che generano:
 o  nei consociati: dubbi, perplessità e difficoltà di comprensione;
 o  nei “furbetti”: la possibilità di aggirare le norme per un proprio tornaconto.

3. MODALITA’

Le modalità sono diverse. In alcuni casi è necessario chiedere ed intavolare un confronto costruttivo con la P.A.; in altri è necessario far sentire e far valere i propri diritti con gli strumenti che la legge ci consente di usare.

I nostri metodi in generale non sono irruenti e non ci piace di principio attaccare a spada tratta a priori. Ogni volta si cerca un dialogo, quando poi questo non è recepito allora verranno utilizzati tutti gli strumenti legali che sono concessi, sia come associazione che come singoli. In tutti questi anni la situazione con il MiBACT è diventata una sorta di strada a senso unico, dove la P.A. ha oramai dei poteri acquisiti in modo consuetudinario che non le competono. Far si che si torni ad una normalità non è cosa facile e ci vuole tempo. Prima si comincia e prima si vedranno dei risultati.

4. CONSIDERAZIONI

Per attuare questi progetti Acr farà tutto quello che è necessario, non si perderà mai di animo e, grazie anche al sostegno di tutti coloro che hanno deciso di condividere il nostro progetto, e grazie a tutte le persone che decideranno di farlo, andremo avanti con sempre nuovi stimoli e progetti da affrontare tutti insieme.
 
 
 
 

Presidente ACR
 
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